Storia di un Capriolo

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Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Sab Apr 14, 2012 7:35 pm

Ciao a tutti.
Volevo condividere con voi la storia di un Capriolo che ho avuto la fortuna di osservare e fotografare per diversi anni consecutivamente. Ciò è stato possibile per diversi motivi: è riconoscibile dalla forma del palco, ma soprattutto da una cicatrice all'orecchio destro; è "rinchiuso" in un'area di ca. 20 ha, quasi tutti di campi e prati, circondata da strade e case; è a 200 metri da casa mia.

In realtà forse ho già foto del 2006, ma non essendo sicuro sia lui, parto dal 2007.

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Sab Apr 14, 2012 7:37 pm

Ecco il 2008. Il Capriolo, già robusto, diventa ancora più massiccio. Il palco si ingrandisce leggermente.

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Sab Apr 14, 2012 7:39 pm

Il 2009, il massimo dello splendore e della forza, sia nel corpo che nel palco (insieme al 2008).

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Sab Apr 14, 2012 7:42 pm

Nel 2010 l'ho seguito poco e sono riuscito ad ottenere brutte foto.
Si nota però un inizio di regresso, soprattutto nel palco: la stanga sinistra manca dell'oculare.

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  botta il Sab Apr 14, 2012 7:43 pm

Complimenti bel capriolo! Ciaoo.
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Sab Apr 14, 2012 7:47 pm

Eccoci al 2011.
L'età avanzata è visibile nel dimagrimento generale e nell'espressione. Dalla foto non si nota bene, ma la stanga sinistra si presenta nuovamente senza l'oculare.

Nel 2012 non l'ho ancora osservato, unicamente perché non sono mai andato a cercarlo, ma prossimamente mi dedicherò a lui. Sono curioso di vedere come si presenta quest'anno, sempre che sia ancora vivo o non sia stato sfrattato...

Ciao,
Emanuele

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Elafo il Sab Apr 14, 2012 7:52 pm

Meravigliosa testimonianza fotografica (e non..)!
Grazie veramente Emanuele per questa perla.
Spero che il tuo fedele amico si faccia ancora vedere e fotografare da te!
Aspettiamo Vostre notizie! Wink
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  mauriz il Sab Apr 14, 2012 7:57 pm

Mi associo, è difficile riuscire a fotografare lo stesso animale per parecchi anni di seguito.
Nell'ultima foto si nota un'espressione parecchio "stanca", tipica da vecchiotto...
Cosa intendi per "rinchiuso" in 20 ha?
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Sab Apr 14, 2012 7:59 pm

Grazie mille a tutti.
Farò il possibile per testimoniare anche il suo muso di quest'anno...

Rinchiuso nel senso che i suoi movimenti sono abbastanza limitati dalla presenza di strade e abitazioni. Ovviamente, come ci è arrivato, se vuole può andarsene, ma ormai, con lo sviluppo edilizio degli ultimi anni, le vie di fuga sono solo un paio. E in ogni caso deve attraversare delle strade, una parecchio trafficata dove ne mettono sotto parecchi ogni anno. Ah, siamo in piena città. Magari metto una foto dell'area dall'alto, giusto per darvi un'idea.

Ema

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Sab Apr 14, 2012 8:12 pm

Ecco un estratto da Google Earth. Il capriolo utilizza il poligono segnato. Durante l'estate solitamente ci sono anche un paio di femmine con i relativi piccoli. D'inverno, invece, si forma un gruppetto di 11-13 animali di media (tra il 2008 e quest'anno).
La foto è di qualche anno fa, oggi le case son ben di più, soprattutto a sud e ad est.

Ciao,
Ema

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  pardus il Sab Apr 14, 2012 9:33 pm

non si vedono boschi nella zona cerchiata ...mi sembrano che non ne facciano uso come zone di riposo e rifugio...
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Sab Apr 14, 2012 9:37 pm

Sono caprioli di campo. A volte riposano e ruminano in spazio aperto, ma più spesso sul bordo dei filari arborei e arbustivi, anche vicinissimi alle case. Soprattutto la casa a nord, quella con più alberi attorno, ce li ha in giardino...

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  pardus il Sab Apr 14, 2012 9:49 pm

si saranno adattati...spesso alla Fagiana (Parco del Ticino) li vedo sui campi, ma poi rientrano nei boschi limitrofi finita la pastura....

la cosa piu' incredibili e che ne arrivano cosi tanti come dici nel periodo invernale...
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  mauriz il Dom Apr 15, 2012 7:31 am

Ketos ha scritto:Sono caprioli di campo. A volte riposano e ruminano in spazio aperto, ma più spesso sul bordo dei filari arborei e arbustivi, anche vicinissimi alle case. Soprattutto la casa a nord, quella con più alberi attorno, ce li ha in giardino...

Durante la fase gerarchica e territoriale potrebbe essere che siano stabili nel punto gli animali, anche se manca sia bosco che zona di transizione, utilizzate per l'inverno e alcuni altri periodi per germogli e comunque l'alimentazione.. se in inverno la neve è max 20/30 cm questo non è un problema, altrimenti lo diventa.
Il numero invernale può essere imputabile al fatto che magari la zona è più tranquilla rispetto ad altre o che presenti alcune caratteristiche che la rendono adatta al raggruppamento...
Sono un pò perplesso sul fatto che rimanga sempre nella zona continuativamente, proprio per la mancanza di zone di rifugio, ma anche per altri motivi, ci sono alberi e filari ma non c'è il classico "fitto" in cui si infila il capriolo per nascondersi, è anche vero che a est sembra ci sia un varco riparato che può essere usato come sbocco...
Domanda.. dove trova l'acqua d'estate?
Considera che quelli che vedo io comunque si può vedere l'animale al pascolo in determinate zone, ma magari si sposta nel bosco per 500/600mt, altri sicuramente meno ma alcuni li vedi fare spostamenti decisamente più ampi rispetto al tuo caso, considerando che è quasi tutta scoperta la zona.
Altra curiosità è possibile conoscere la zona esatta? non ci vengo certo per vedere gli animali, ne trovo già tanti qui, è per capire cosa ha intorno alla zona..
Per essere utilizzata solo quella zona deve esserci disturbo praticamente nullo, già lo sfalcio o la lavorazione dei campi manda in tilt tutto.. Considera anche che dopo la trebbiatura non c'è più nulla per loro nei campi cosi coltivati (faccio riferimento alla foto) mentre fino a quel momento possono permanerci tranquillamente che trovano il necessario.
I numeri possono essere giustificati dal fatto che se sono riusciti a insediarsi nella zona e non si è mai posto il problema numerico o di danni nessuno se ne preoccupa e la popolazione cresce senza limitazioni, l'unica limitazione è la possibilità di alimentarsi..
Un delicato equilibrio, basta un cane che va a spasso qualche volta per farli sparire in due giornate, e non serve che se li mangi Very Happy


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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  pardus il Dom Apr 15, 2012 12:07 pm

mauriz ha scritto:
Ketos ha scritto:Sono caprioli di campo. A volte riposano e ruminano in spazio aperto, ma più spesso sul bordo dei filari arborei e arbustivi, anche vicinissimi alle case. Soprattutto la casa a nord, quella con più alberi attorno, ce li ha in giardino...

Sono un pò perplesso sul fatto che rimanga sempre nella zona continuativamente, proprio per la mancanza di zone di rifugio, ma anche per altri motivi, ci sono alberi e filari ma non c'è il classico "fitto" in cui si infila il capriolo per nascondersi, è anche vero che a est sembra ci sia un varco riparato che può essere usato come sbocco...


stessi dubbi che ho io...
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  Ketos il Lun Apr 16, 2012 11:46 am

Grazie per le domande, è bello poter rispondere a persone tanto interessate.

Innanzitutto, come dicevo, sono caprioli di campo, ovvero non necessitano di copertura arboreo-arbustiva. Viste le alte densità, gli animali si sono dovuti abituare, come già in passato nella pianura friulana in Italia (si veda Perco) e ancor più nell'Europa centro-orientale (Ungheria su tutte), a stare sempre in campo/prato. L'importante, ovviamente, è che ci sia alimento sufficiente. E' inoltre dimostrato che l'assenza di barriere ottiche spinge i caprioli di campo, soprattutto con alte densità ed in periodo di raggruppamento invernale, a formare branchetti più numerosi che nei caprioli di bosco, proprio come strategia antipredatoria (più occhi attenti).
Certamente se girassero cani o se il disturbo fosse elevato non ci starebbe nulla, non avendo luoghi dove nascondersi. In realtà la casa a nord ha qualche cane; quelli chiusi si vedono i caprioli a venti metri, abbaiano, ma gli ungulati sanno bene che non possono uscire; il cagnetto che esce, sempre al guinzaglio, lo guardano un po' così, ma senza scomodarsi troppo.
Sinceramente non so dove bevano. Credo non bevano proprio, traendo tutti i liquidi dagli alimenti. Perlomeno io non li ho mai visti abbeverarsi e non saprei nemmeno dove potrebbero farlo nelle vicinanze.
Per darvi un'idea, se vado in quei prati 100 volte con l'intenzione di vedere quel determinato capriolo, lo vedo 100 volte...è lì, è il suo territorio e non si muove. Pensate che se si arriva da sud corre via 100-200 metri, distanza di sicurezza. Se si arriva da nord, dalla casa, per intenderci, si sposta (lui e anche gli altri abituati) solo di venti metri perché abitutato alla gente che abita lì e che non gli fa nulla. Devo cercare qualche foto, ma davvero sono caprioli in giardino, con galline e gatti!
Spesso i campi,o almeno buona parte di essi, sono coltivati a medica, quindi c'è da mangiare anche d'inverno a sufficienza. Poi sempre la casa a nord ha un pratino molto accogliente sul retro, dove mangiano e ruminano copiosamente.
Sfalcio, lavorazione dei campi, il vecchietto che tutte le sere va a curare l'orto, sono un disturbo contenuto e soprattutto RIPETUTO e PREVEDIBILE, quindi fa parte del contesto ambientale in cui gli animali vivono, non facendoci praticamente caso.

Spero di avere risposto alle vostre curiosità. Poi metterò qualche foto e una mappa per farvi capire la situazione complessiva.

Ciao,
Emanuele

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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  mauriz il Lun Apr 16, 2012 10:30 pm

Molto interessante l'adattamento alle condizioni del territorio; i comportamenti conseguenti a distanze di sicurezza nelle varie condizioni sono tipici dell'animale, la particolarità è andare 100 volte e vederlo sempre, comprensibile perchè vive praticamente allo scoperto.
Sull'acqua a essere sincero anche io li ho visti ben poche volte abbeverarsi, ma la domanda sorge spontanea, probabilmente gli può bastare anche solo una pozza perchè cmq d'estate capita di vederne in posizioni ben distanti dall'acqua tanto da far pensare che non sia fondamentale..
Condizioni totalmente diverse da quelle a cui sono abituato a vederli,
comincio a capire anche perchè trovi tante stanghe...
Suppongo che se la densità è cosi alta non ci sia prelievo e nemmeno censimenti, ma a occhio secondo te a che densità si attestano?
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  marcog il Mar Apr 17, 2012 1:09 pm

Testimonianza davvero bella e tecnicamente molto interessante. Il mancato abbeveraggio mi sorprende, nei periodi siccistosi di fine estate con l'erba secca e la mancanza d'acqua dev'esser veramente dura per loro.

Anche se, pensandoci bene, l'erba medica ha radici molto profonde e resiste abbastanza bene alla siccità.

Ora passo, in attesa delle risposte alle domande di mauriz.
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  mauriz il Mar Apr 17, 2012 3:09 pm

marcog ha scritto:Testimonianza davvero bella e tecnicamente molto interessante. Il mancato abbeveraggio mi sorprende, nei periodi siccistosi di fine estate con l'erba secca e la mancanza d'acqua dev'esser veramente dura per loro.

Anche se, pensandoci bene, l'erba medica ha radici molto profonde e resiste abbastanza bene alla siccità.

Ora passo, in attesa delle risposte alle domande di mauriz.
quando è sufficientemente caldo l'erba medica cede il passo, nelle mie zone nei periodi di luglio agosto quando è ben caldo i campi che adesso vedi verdi cambiano completamente aspetto e diventano praticamente secchi, mentre questo difficilmente accade già 300 mt più come altitudine, molto dipende dai tipi di colture, come viene gestita l'agricoltura e l'esposizione...
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Re: Storia di un Capriolo

Messaggio  marcog il Mar Apr 17, 2012 5:00 pm

Si, per svelare l'arcano servirebbe capire come si comporta l'erba medica lì, in quella zona. Anche quassù qualche volta, quando gira male la stagione, i campi ingialliscono. Però in un terreno che trattiene l'acqua o che ce l'ha in profondità, è possibile vederla verde tutta l'estate. Forse da Ketos è così.
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